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Le foto di D’Addario e quelle di Villa Certosa violano il Segreto di Stato?

daddariopatrizia1L’onda mediatica sul caso D’Addario Patrizia e il Premier Berlusconi sembra avere una battuta d’arresto : del resto l’inchiesta dei giudici di Bari mira ad appurare  se esisteva un giro di ragazze, tale da far ipotizzare il reato di induzione alla prostituzione , e fino a dove era esteso questo giro, e se era finalizzato poi alla corruzione e all’ottenimento di appalti.
Gli stessi inquirenti hanno confermato, a più riprese, che dalle intercettazioni telefoniche si evince che il Premier, Silvio Berlusconi, non era a conoscenza del fatto che Patrizia D’Addario fosse un escort , in altri termini che esercitava il mestiere più antico del mondo.
Per la verità c’è qualcuno che è stato interessato, ed è interessato, a pubblicizzare quello che è stato e resta una notizia di cronaca rosa, di gossip, per fini politici : a partire da Patrizia D’Addario, che forse spera che la pubblicità che ne sta ricevendo l’aiuti in qualche modo a risolvere qualche suo problema, a chi spera in una spallata o “scossa” al governo e all’immagine di Berlusconi visto che, fin qui , non c’è riuscito con i leali mezzi della politica.
Insomma ci sembrano due cose slegate tra loro nel contesto : da un lato l’inchiesta dei giudici, seria, attenta, competente, dall’altra chi per un motivo o per un altro ci soffia strumentalizzando quella fetta che fa comodo.
Nel corso della vicenda sono emersi aspetti inquietanti : le foto a Villa Certosa di Zappadu, di cui una parte scattate, secondo una perizia, nel perimetro interno stesso della Villa, cosa che fa presuporre un intrusione all’interno della stessa. Anche il fatto che delle ragazze siano potute entrare in una residenza del Premier a scattare foto e fare registrazioni, ha posto un problema di “sicurezza” che mostrerebbe una falla non indifferente.
Ma c’è un altro aspetto che focalizza l’attenzione :   il decreto del Ministro dell’Interno del 2004 equipara le residenze del Premier (chiunque esso sia quindi) a RESIDENZE DI GOVERNO PROTETTE DA SEGRETO DI STATO.
A questo proposito c’è anche una sentenza della Corte Costituzionale del 2005 che respinge l’ipotesi di incostituzionalità dello stesso decreto.
Dunque Villa Certosa, Palazzo Grazioli sono Residenze di Governo e assoggetatte al SEGRETO DI STATO.
Dunque per legge ogni scatto, ogni registrazione, operati all’interno di esse è REATO : ora non sappiamo se foto e registrazioni possano essere acquisite liberamente in atti giudiziari, ma ipotizziamo che chiunque le abbia fatte, anche quelle innocenti in un bagno, abbia commesso un reato , anche nel diffonderle, che è perseguibile d’ufficio.
Ovviamente aspettiamo il giudizio e il parere di qualche giurista : ma se Palazzo Grazioli è residenza di governo coperto dal segreto di stato, fotografare ambienti e effettuare registrazioni audio è violazione di quel segreto di stato.
E ci meraviglia , se dovesse ricorrere l’ipotesi da noi avanzata, come mai nessun magistrato si sia posto ancora il problema, indipendentemente da chi sia in questo momento il Presidente del Consiglio, un reato è sempre un reato.

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