Berlusconi e quel politic-gossip che puzza di gas
Abbiamo assistito, e ancora assistiamo, a un’ondata di gossip che riguardano il Presidente del Consiglio.
Inutile negarlo, è sotto gli occhi di tutti, questa “ondata” è stata catalizzata, e tenuta in piedi , con lo scopo “politico” di provocare le dimissioni del Premier.
In realtà tutta “l’accusa” si baserebbe , allo stato attuale delle cose, nell’imprudenza di aver ospitato, nella sua camera da letto, una ragazza che non sapeva fosse una prostituta e che non ha certo pagato.
Tutti gli italiani hanno capito una cosa in modo chiaro : c’è qualcuno che tenta di dare una spallata a questo governo ( ma i sondaggi dicono che se si tornasse a votare la coalizione dle premier vincerebbe ancora ) , mentre chi tenta la spallata non ha capito ancora che nel caso di elezioni , la coalizione del premier vincerebbe, e che l’eventuale sostituto pro-tempore si prenderebbe l’accusa di aver sovvertito la volontà popolare uscita da regolare elezioni.
Un noto quotidiano gioisce che la stampa estera parla di probabili dimissioni del Premier e calca la mano fors enella segreta speranza che la stampa estera, in particolare quella inglese, abbia ragione.
Stampa inglese “scandalizzata” , alla quale però vorremmo ricordare che è ancora tutta da chiarire la morte di Lady Diana e certi aspetti incomprendibili di quella che fu una vicenda oscura del Regno Unito.
Ma il punto non è quello : il punto è che sempre più fonti stanno prendendo in considerazione l’ipotesi che in tutto questo ci deve essere “qualcuno” che ha un “interesse” nella faccenda.
Al punto che perfino Padre Livio di Radio Maria, notoriamente equilibrato e mai sbilanciato, ha manifestato il sospetto che dietro tutta questa pressione ci siano interessi “economici” che vanno ben oltre quelli politici.
Ma cosa può essere successo in Italia che abbia allarmato qualche settore econimico particolare, magari estero?
L’Italia nell’ultimo anno ha stretto due importantisismi accordi : quello con la Gazprom russa e con la Libia di Gheddafi.
Entrambi gli accordi mettono l’Italia in condizione di trasformare la sua politica energetica , oggi basata quasi esclusivamente sul petrolio, e di diversificarla su fonti energetiche alternative, quali appunto il gas.
Dopo l’accordo ENI- Gazprom , voluto fortemente dal Presidente Berlusconi e Putin, c’è stato l’accordo con la Libia : due pietre miliari per essere sempre più indipendenti dal petrolio.
E il piano prevede , nei prossimi anni, ulteriori sviluppi soprattutto in fatto di infrastrutture e una dipendenza sempre meno marcata dal petrolio.
Petrolio? Abbiamo detto petrolio?
Quando si tocca il tasto del petrolio la nostra mente va sempre al ricodo di Mattei e alla sua misteriosa morte : anche lui voleva rendere l’Italia indipendente dal petrolio, ma non fece in tempo.
Lo stesso sogno, lo stesso programma : ma la misteriosa morte stroncò quel progetto.
Le Sette Sorelle vi dicono niente?
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