La parola a Murray medico di Michael Jackson: parla il legale
Dopo giorni in cui si è discusso sul ruolo che ha avuto nelle ultime ore della morte di Michael Jackson, il Dr. Conrad Murray, medico personale della popstar, rispunta fuori e parla tramite il suo legale. Ed Chernoff, avvocato del medico di base di Houston, ha rilasciato in queste ore alcune dichiarazioni al magazine americano “People” in cui dice che il suo cliente nelle ultime ore di vita del cantante, ha semplicemente cercato di salvargli la vita senza mai iniettargli Deremol o prescrivergli OxyContin.
“Se si scopre dall’autopsia che Jackson aveva OxyContin nello stomaco, sappiate che non ha nulla a che fare con il Dottor Murray,” dice Chernoff. Secondo la ricostruzione di Conrad Murray, il 24 giugno, gli è stato chiesto da Jackson di trascorrere la notte in casa sua perchè il giorno successivo il cantante era impegnato nelle prove per il nuovo tour al Staples Center. Il giorno seguente, quando a mezzogiorno Jackson era ancora chiuso nella sua camera da letto, Murray entrò nella stanza e trovò il cantante privo di sensi riverso sul pavimento, e con le pulsazioni deboli.
“Murray ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco per alcuni minuti, allo scopo di rianimarlo ma senza alcun esito” dice Chernoff a “People”. “Murray ha provato a chiamare il 911, ma a causa delle disposizioni di sicurezza in casa Jackson, non è riuscito a prendere la linea. Così ha immediatamente pensato di usare il suo cellulare, ma non ricordava l’indirizzo di casa del cantante alchè ha chiesto semplicemente aiuto”. L’avvocato aggiunge che Murray ha incontrato Jackson per la prima volta nel 2006, quando ha curato uno dei suoi figli a Las Vegas fino a diventare il medico personale della popstar a fine maggio.
Dopo che è giunta l’ambulanza, Murray avrebbe parlato ai medici dell’ Ospedale di Los Angeles, che hanno incaricato il personale paramedico di somministrare direttamente al cuore di Jackson dell’adrenalina, nel tentativo di rianimarlo. “Michael continuava a dare segni di vita”, spiega Chernoff, “anche quando è stato spostato dalla sua abitazione all’ambulanza per essere trasportato in ospedale, dove è stata dichiarata alle 14:26 del pomeriggio la morte celebrale”.
Più tardi, Murray, che a quel punto era “emotivamente e fisicamente distrutto”, secondo Chernoff, ha parlato alla polizia per più di 3 ore. Successivamente, su consiglio del suo legale, il medico ha spento il cellulare e si è negato per ore alla stampa. Secondo Chernoff, Murray ha due studi medici, uno a Las Vegas e l’altra a Houston, e si era impegnato con Jackson per seguirlo tutta l’estate durante il toru che l’avrebbe visto ritornare sulle scene dopo nani di assenza.
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