La passione di Michael Jackson per le calunnie e la sua innocenza
Dopo aver ottenuto che Michale Jackson trascorresse a casa sua 5 giorni , Evan Chandler iniziò a cambiare, ad essere taciturno.
E siamo nel luglio 1993 quando parla con il suo amico Dave Schwartz che a sua insaputa registra la telefonata.
Nel corso della stessa Evan Chandler , pur non citando mai la parola “soldi”, fa tuttavia intendere che qualcosa , nel rapporto con Michael Jackson l’ha innervosito.
Nella registrazione si sente Evan Chandler affermare : “…Eravamo amici. Mi piaceva e lo rispettavo. Non c’era nessuna ragione che smettesse di chiamarmi. Un giorno era seduto in una stanza e ho parlato a Michael e gli ho detto esattamente ciò che voglio ricavare da tutta questa relazione. Quello che io voglio. ”
E ancora insiste con l’amico Schwartz , che nel frattempo registra la conversazione, di avere “le prove per fare e dire”.
La conversazione prosegue e nella registrazione il passo successivo che si ascolta è ancora più importante, diremmo quasi decisiva per capire come Evan Chandlr stava costruendo il suo ricatto nei confronti di Jackson.
Nella registrazione di Schwartz si ascolta : ” …E’ già tutto deciso ci sono altre persone coinvolte in attesa della mia chiamata, che sono in posizioni molto particolari. Io li ho pagati per farlo. Tutto va secondo un certo piano che non è solo mio. Una volta fatta quella telefonata questi distruggerà tutti con il più cattivo, crudele e indiretto modo in cui è capace. Gli ho dato carta bianca…”
La persona che avrebbe dovuto distruggere Michale Jackson nel “modo più cattivo e indiretto” era il il suo avvocato Barry K. Rothman.
Chi erano le “misteriose” persone che collaborano e condividono il piano di Evan Chandler? Dunque c’era un piano, e sarebbero bastate queste affermazioni registrate durante la telefonata a convincere qualsiasi giudice e giornalista che Evan Chandler aveva messo su un disegno criminoso per calunniare e ricattare Michael Jackson.
La conversazione prosegue e rimarca ancora di più il tono ma soprattutto che Evan ha ordito un piano di false accuse : ” …E e se lo farò sarò io il vincitore. Non c’è modo che io perda. Ho controllato tutto. Avrò tutto ciò che voglio, e loro saranno distrutti per sempre. June perderà (si riferiva alla custodia del bambino)…e la carriera di Michael sarà finita. ”
A quel punto l’amico Schwartz chiede se ha pensato a Giordy e a cosa potrebbe accadergli e soprattutto l’impatto che la questione avrebbe su di lui.
La risposta di Evan Chandler che si ascolta nella conversazione è a dir poco scandalosa e ben disegna la psicologia del personaggio : “…La cosa è irrilevante per me, questa cosa sarà più grande di tutti noi messi insieme. Tutto si abbatterà su tutti e distruggerà tutti. Sarà un massacro se non avrò ciò che voglio…“.
Le intenzioni di Evan Chandler sono ormai chiare e sarebbe bastato ascoltare queste parole e far testimoniare l’amico Schwartz per ottenere l’attenzione dei giudici sul disegno criminoso che Evan Chandler stava portando avanti.
L’altro aspetto, non meno importante della vicenda, diremmo quasi un “passo falso” di Evan Chandler è quello che di fronte a un ipotesi di molestie sessuali sul figlio , quindi su un minore, invece di rivolgersi alla polizia, come tutti coloro che si trovano di fronte a queste situazioni, si rivolge direttamente a un avvocato.
L’avvocato in questione è Barry Rothman e basta sfogliare il suo curriculum vitae per capire che razza di avvocato sia.
Ma tralasciamo la vergognosa carriera dell’avvocato di Evan Chandler per incontrare un altro personaggio che si innesta nella storia, e che , osserviamo noi è un tassello fondamentale dell’intera storia.
L’investigatore privato Antony Pellicano, di origine siciliane, molto professionale e soprattutto irreprensibile.
Dave Schwartz fa ascoltare a Pellicano la registrazione delle telefonata con Chandler : l’investigatore l’ascolta più volta e al termine si dice sicuro di essere di fronte a un caso di estorsione.
Ma Pellicano e la sua testimonianza sono ancora più importanti quando lo stesso decide di interrogare Giordy Chandler rivolgendogli domande esplicite e dirette : ” …Sei mai stato toccato da Michael? L’hai mai visto nudo a letto?…“.
Le risposte di Giordy Chandler sono nette e precise ma soprattutto univoche : ” NO “.
Ma il piano di Evan Chandler scatta inesorabile : ottine per qualche giorno che Giordan sia con lui : tralasciamo i particolari dell’iter che portarono a questo per dedicarci a cosa successe in quei giorni.
Giordy Chandler si trovò per qualche giorno a casa del padre Evan, isolato dalla madre, dagli amici , in una situazione di isolamento completo.
E qui che maturò la seconda parte del piano criminoso di Evan Chandler .
L’avvocato Rhotman guidava passo passo Evan Chandler fino all’incontro con l’investigatore privato Antony Pellicano e Michael Jackson in una suite del Wetwood Marquis Hotel il 4 agosto del 1993.
In quell’incontro Evan Chandler tira fuori e legge una lettera che il dottor Mathis Abram, uno psichiatra di Beverly Hills, aveva inviato al suo avvocato Rothman. Nelle lettera si parlava di “molestie sessuali”.
Fondamentale la testimonianza, ancora una volta, dell’investigatore privato Pellicano che afferma che nel corso della lettura della lettera, arrivati al punto delle “molestie sessuali” il piccolo Giordan Chandler guardò Michael Jackson negli occhi quasi spaventato e quasi a voler dire di non avre detto niente di tutto quello che veniva affermato nella lettera.
L’incontro si interruppe bruscamente e mentre usciva dalla suite, Evan Chandler, puntando il dito contro Michale Jackson affermò : ” Ti rovinerò”.
La sera stessa di quell’incontro ce ne fu un altro ancora più significativo per svelare le vere intenzioni di Evan Chandler.
L’investigatore privato Antiny Pellicano si incontra nello studio dell’avvocato Rhotman con Evan Chandler quella stessa sera : è proprio in quell’occasione che il legale presenta la richiesta del suo cliente . Ben 20.000.000 di dollari.
Per qualche giorno gli incontri si susseguono con offerte e contro offerte da entrambi le parti. L’avvocato di Chandler offre perfino la richiesta di un contratto per tre film.
Queste trattative, le registrazioni telefoniche e le modalità con cui sono avvenute sarebbero bastate a chiunque, compreso qualche giornlista frettoloso e poco incline ad amare la figura di Jackson, a capire che la popstar americana si trovava di fronte alla più colossale delle montature e ad una vera e prorpia estorsione.
SECONDA PARTE ( …segue)
Vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi. Copyright 2009 spray.vos.it
Potresti essere interessato a leggere anche :
- Si suicida Evan Chandler padre del 13enne che accusò di pedofilia Michael Jackson
- Il dossier segreto di Michael Jackson: minacce di morte e accuse di pedofilia
- Michael Jackson Re del web: è lui il più amato dagli internauti
- Il testamento di Michael Jackson rischia l’annullamento
- Michael Jackson: l’autopsia rivela che era sano
- Conrad Murray chiede 300mila dollari per aver ‘curato’ Michael Jackson. L’AEG non ci sta