Si aggrava di ora in ora la posizione del cardiolo Conrad Murray , indagato per omicidio colposo nel caso Michael Jackson.
Nella casa della popstar americana sono stati trovati flaconi di propofol, un potente anestetico, ed altri elementi che fanno ritenere con estrema certezza che fu il dott Conrad Murray a praticare l’ultima iniezione a Michael Jackson 42 minuti prima di morire.
E mentre la polizia di Los Angeles fa sapere che entro fine settimana dovrebbero essere resi noti i risultati dell’autopsia sul re del pop, indiscrezione vorrebbero che gli investigatori stiano lavorando su alcuni elementi che potrebbero portare ad un colpo di scena con l’incriminazione di un altro medico.
Cosa sia successo esattamente quel giorno è ancora tutto da appurare : gli unici elementi certi sono la presenza del dott Conrad Murray e un iniezione praticata poco prima della morte.
D’altra parte Murray si era reso irreperibile nelle ore immediatamente dopo il decesso della popstar e questo sarebbe valutato come un elemento che riconosce al cardiologo una responsabilità nella morte di Michael Jackson.
D’altra parte il ritrovamento a casa della popstar di una quantitativo davvero impressionante di farmaci ( vedi la nostra galleria cliccando qui ) aveva già fatto ipotizzare la corresponsabilità di altri medici nella triste, quanto intricata, questione Jackson.
Omicidio Michael Jackson, si aggrava la posizione di Murray
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