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Renato Zero a Vanity: “sono un pensionato da 800 euro al mese”

renatozeroOggi è un Big della musica italiana e la sua specialità è quella di riempire gli stadi e scalare le classifiche ma la vita non è stata sempre facile per Renato Zero che si confessa a “Vanity Fair” parlando delle disavventure della giovinezza. “Non era facile essere quello che sono alla fine degli anni Sessanta. Mi picchiavano e quando mi sentivano ripetere ‘perchè mi odio?’ si fermavano meravigliati dal mio italiano forbito”, spiega parlando della realtà di periferia che andava decisamente stretta alla sua estrosità di aspirante artista.
“E’ accaduto che con un’amica abbiamo fatto l’autostop e ci siamo ritrovati con tre ceffi che ci minacciavano. Quando Rita ha aperto lo sportello come per lanciarsi fuori ci hanno cacciato a calci”, ricorda il cantante che poi è finalmente approdato sui palcoscenici televisivi ed era così amato da dover uscire di casa nascondendosi in un furgone della lavanderia.
“Ero molto trasgressivo e anche lo sballo non mi mancava ma ho avuto sempre una rotta fissa”, ammette Zero che alla soglia delle sessanta candeline si prepara al nuovo tour: “sono andato in pensione e prendo 800 euro al mese che schifo!” L’unico rimpianto resta il cinema: “mi sarebe piaciuto fare qualcosa ma mi hanno sempre offerto budget irrisori”.

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